Visita alla Blakfin di Taibon Agordino

20 Mag 2022News

Abbiamo visitato la sede dell’azienda. E’ unsolido parallelepipedo articolato in un bloccominore datato 2016 e un edificio di 5 pianipronto dal 2021. E’ ben visibile dalla strada statalecon il suo tono forte e innovativo. L’internoapre a grande luminosità, purezza di linee,dovizia di ambienti idonei a svariate fruizioni.Abbiamo scorso i vari reparti, distinti in studiodesign, ufficio tecnico, officine di produzionedove si susseguono le varie fasi di taglio, fresatura,lavaggio, puntatura, saldatura, lucidatura,e poi la tinteggiatura e la marcatura. Tuttilocali spaziosi, ordinati, attenti alla sostenibilitàambientale, attrezzati secondo le tecnichepiù recenti. Un complesso accattivante che èimmagine dello stato di salute, di vivacità e dispirito innovativo dell’azienda.L’amico Nicola ci ha guidato lungo i laboratoridopo avere narrato la storia di questa aziendagiunta al successo dopo un percorso travagliatoe per certi aspetti drammatico. Sembrava ilracconto appassionato di un agordino che salivaverso una vetta che talora gli si nascondevaalla vista e lasciava intravvedere invece dirupie difficolta di grado superiore, chiedendo sforzisempre maggiori, fino all’ambito spiraglio diluce.La direzione di una vita probabilmente ètracciata già dalla fanciullezza e Nicola infattiha una mamma dai trascorsi di lavoratrice eimprenditrice competente, tenace, capace dileadership e di un padre che aveva capacitàe fiuto di imprenditore. Ma a 23 anni Nicola -morto il padre – si trovò lui, improvvisamente,a guidare l’azienda e alla sfida immediata conle intemperie violente del mercato che cambiava(produzioni indifferenziate prima, corsaal mercato cinese poi). Allora oltre alla predisposizionenaturale al ruolo gli fu richiesta lamassima forza per misurarsi con le difficoltà,disporsi al sacrificio e fronteggiare un mare diinsidie. L’azienda era in stato precario, ma losforzo immane di Nicola rendeva il giovaneimprenditore pronto all’incontro nel 2007 conGiancarlo, manager e imprenditore di Villorbadotato di grandi doti manageriali e umane e diequilibrio ed esperienza.Le parole di Giancarlo: “E’ l’uomo che contae Nicola aveva entusiasmo, progettualità, determinazione.I soldi si trovano”. E dalla sogliadel fallimento l’azienda ripartì con Nicola lanciatoa sviluppare il lavoro già avviato su prodottoe mercato, sgravato di amministrazione,banche, burocrazia, attività di cui Giancarlo siprese carico. Giancarlo è anche socio dell’azienda.Altro socio è Nicola Pellegrini con lacui collaborazione l’azienda ha tracciato dal 2012 il suo percorso futuro. Nel 2013 ci fu laprima consegna fotografica che segnava ilcambio di marcia. Seguirono le collaborazioni:nel 2014 con Arrigo Cipriani, dal 2015 conAndrea, nel 2017 con Paolo Nespoli, dal 2021con Pagani Automobili.Era nato il Neomadeinitaly che significa rispettodei collaboratori, interni ed esterni,vera produzione italiana, rispetto ambientale,sostenibilità a 360°.

Attraversando i laboratori abbiamo potutorenderci conto della accuratezza delle lavorazioni,dell’alta quantità e qualità di lavoromanuale e di impiego tecnologico contenutinel singolo occhiale. 53/54 fasi di lavorazione,ci è stato detto, e spesso composte dasotto-fasi. L’attrattiva per noi visitatori è statail reparto verniciatura, dove gli occhiali entranonel forno anche 5-6 volte, per uscire taloraanche con diversi colori sovrapposti, così dapoter realizzare, attraverso abili finiture manuali,innovativi modelli multicolore.Sono impiegati oltre 100 operai per produrre700/800 paia di occhiali al giorno, il 90% davista, il 10% da sole. La marcatura finale, conzigrinatura e pesce, accerta l’elevato livelloqualitativo che pone l’azienda al top del mercato,dopo la danese Lindberg, leader mondiale.La visita si è conclusa in bellezza, attraversandola sala che espone la gamma interminabiledegli occhiali in catalogo e poi intrattenendocipiacevolmente per il rinfresco cheBlackfin ha offerto in stile, azzardiamo la metafora,Neomadeinitaly.