La pace che manca a Gerusalemme: incontro con il patriarca mons. Pizzaballa

9 Ott 2021News

Breve soggiorno in Veneto (a Borca di Cadore ha incontrato la Conferenza episcopale triveneta) del patriarca latino di Gerusalemme mons. Pierbattista Pizzaballa. Da oltre trent’anni il presule, che fa parte dell’Ordine dei Frati Minori fondato da San Francesco, vive in Terra Santa. Da circa un anno guida il patriarcato dei Latini, la cui giurisdizione si estende sui cattolici di Israele, Palestina, Giordania e Cipro. Nato il 21 aprile 1965 a Cologno al Serio, diocesi e provincia di Bergamo, dal maggio 2004 all’aprile 2016 Pizzaballa è stato Custode di Terra Santa e Guardiano del Monte Sion, cioè dei luoghi santi per eccellenza.
«Ero quasi pronto a rientrare in Italia» ha confidato in un’intervista pubblica con il Rotary Club Treviso Piave, che si è tenuta nella suggestiva cornice di CastelBrando lunedì 20 settembre.
Invece papa Francesco lo ha nominato arcivescovo titolare di Verbe e amministratore apostolico “sede vacante” della diocesi patriarcale di Gerusalemme, incarico portato avanti per quattro anni fino all’investitura, nell’ottobre 2020, a patriarca con il titolo – su cui lui quasi ironizza – di Sua Beatitudine (viene in mente il cardinale Luciani che sorrideva al sentirsi definire “principe della Chiesa”…).
A Gerusalemme, come i rotariani di Belluno hanno avuto modo di conoscere durante il meraviglioso viaggio in Terra Santa condotto da don Lorenzo nel 1995 (presidente Momo Collarin), la sede del patriarcato è nella parte antica della città, riconoscibile dall’esterno della porta di Giaffa per la bandiera bianco-gialla del Vaticano che sventola dal campanile.
Al patriarca «pastore di Terra Santa» fanno riferimento 71 parrocchie presenti sul territorio di più Stati, ma soprattutto una rete importante di scuole (comprese due università) e di strutture assistenziali guidate quasi sempre da suore. Il patriarca non esita a definire le sue collaboratrici dei “panzer” per la tenacia che le contraddistingue e per le tante opere di carità che realizzano, in particolare nelle zone più esposte, a cominciare da Gaza, dove in condizioni di povertà, senza servizi di base e senza lavoro, vivono 2,5 milioni di persone, di cui più della metà rifugiati palestinesi (e alle suore del Rosario di Gaza i Club trevigiani hanno devoluto un loro service).

Accompagnato dal suo già vescovo ausiliare mons. Giacinto Marcuzzo, trevigiano d’origine, a CastelBrando Sua Beatitudine ha risposto alle domande dei giornalisti Nicola Scopelliti, presidente del Club Treviso Piave e Marina Grassi, assistente del Governatore. Ne è uscito un dialogo molto intenso, e ricco di spunti. Pizzaballa ha raccontato se stesso, i suoi studi, le sue giornate, i molteplici «fattori gestionali» che ne condizionano l’attività pastorale, i suoi interessi per la musica (di ogni genere) e la lettura, ma soprattutto ha posto l’accento sulla fragilissima situazione che si trascina fra Israele e Palestina in un quadro di tensioni dove la Città Santa
non vede rispettato lo “status quo” sancito dagli accordi internazionali.
Il patriarca di Gerusalemme ritiene che il nuovo governo di coalizione di Naftali Bennett, il primo a Tel Aviv in dodici anni senza Benjamin Netanyahu, riuscirà a scrivere almeno le prime pagine di un «nuovo capitolo» nelle relazioni tra Israele e i suoi cittadini arabi (alla coalizione di governo per la prima volta partecipa un partito arabo-israeliano). Tuttavia Pizzaballa è prudente su un futuro di effettiva pacificazione nella terra di Abramo fra le parti politiche e le comunità religiose. «Dobbiamo crederci» dice, «e dobbiamo lavorare per questo fine, anche se ci vorrà ancora tanto tempo». Con una specificazione per chi pensa che si tratti di un mondo facile
da comprendere: «Non è un caso, sono sue parole, che un “esperto” dopo una settimana è pronto a scrivere un libro, dopo un mese un articolo e dopo un anno nulla…».
All’incontro a CastelBrando, il Club di Belluno era rappresentato da Maurizio Busatta e Lorenzo Chiarelli. Presenti molti esponenti dell’Ordine del Santo Sepolcro, l’istituzione laicale che sostiene le opere culturali, caritative e sociali della Chiesa cattolica in Terra Santa, particolarmente quelle del patriarcato latino.

Maurizio Busatta